24 Ottobre 2020

Lo Polito non travisi i fatti. Per lui una sconfitta clamorosa.

Lo Polito non travisi i fatti. Per lui una sconfitta clamorosa.

“Basta prese in giro e strumentalizzazioni. Castrovillari boccia una politica ormai consumata dalle bugie”

E’ stato un primo turno significativo per la città di Castrovillari: una tornata elettorale che sancisce la sconfitta del sindaco uscente, Domenico Lo Polito, e l’affermazione della coalizione del centrodestra e del suo leader, Giancarlo Lamensa. I 5.509 voti riportati dal leader della coalizione segnano una forte discontinuità con il passato e palesano la voglia di cambiamento che i castrovillaresi hanno manifestato in cabina.
“Lo Polito prova a travisare la realtà e a prendere in giro gli elettori. Il dato elettorale è abbastanza chiaro – ha detto Lamensa – il 63% dei cittadini di Castrovillari non si riconosce nella vecchia amministrazione e nutre una profonda esigenza di cambiamento”.
In queste ore sono state diverse le interpretazioni del voto attraverso cui provare a nascondere le proporzioni di una sconfitta: “Il tentativo di sottolineare i circa 500 voti, che l’attuale sindaco ha riportato in aggiunta a quelli delle sue liste, è un chiaro segnale di debolezza – ha proseguito Lamensa – e fa emergere, inoltre, una sorta di separazione fra il candidato sindaco e le liste della sua coalizione. Del resto i risultati delle urne portano alla ribalta i “soliti noti”, coloro che già hanno avuto ruoli di primo piano in consiglio comunale e che, quindi, hanno contribuito al decadimento della città ed appare chiaro, inoltre, come Lo Polito abbia strumentalizzato i suoi stessi candidati per dare forza ad una piccola parte della sua coalizione”.
“Risulta poi curioso – ha sottolineato Lamensa – come sia proprio l’attuale sindaco a richiamare l’attenzione sul differenziale di voti ottenuti dalla sua persona rispetto a quello delle liste che lo sostenevano: cinque anni fa, infatti, Lo Polito, al primo turno, aveva ottenuto ben 250 voti in meno rispetto a quelli delle sue liste ed era stato l’unico candidato a far registrare un differenziale negativo”.
Le opinioni possono essere le più disparate, ma i numeri parlano chiaro: “Qualsiasi lettura e valutazione del dato elettorale – ha concluso Lamensa – non può prescindere da un dato inconfutabile: il vantaggio di 879 voti”.

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