21 Ottobre 2020

Stasera, domani e domenica al Teatro dell’Acquario di Cosenza va in scena Re Pipuzzu | Scena Verticale

Viaggio nella Calabria senza tempo con “Re pipuzzu fattu a manu”

 Il nuovo lavoro di Scena Verticale diretto da Dario De Luca va in scena a Cosenza oggi, domani e domenica

Quale atmosfera se non quella che regala il Natale per viaggiare nelle Calabria senza tempo con “Re pipuzzu fattu a manu”? L’antica fiaba diventa un “melologo calabrese per tre finali” come recita lo stesso sottotitolo.

È il nuovo lavoro di Scena Verticale diretto da Dario De Luca, sul palco insieme a Gianfranco De Franco, che andrà in scena al Teatro dell’Acquario questo weekend (venerdì 20, sabato 21 alle 20.30 e domenica 22 dicembre alle 18.00).

La nota compagnia di Castrovillari presenta una storia tutta calabrese, quella di Re Pepe, l’antico racconto recuperato grazie al lavoro di Letterio di Francia. Il fine letterato calabrese nativo di Palmi e massimo studioso della novella italiana ha lasciato in eredità un patrimonio ricchissimo di storie e intrecci a metà tra il noto e l’ignoto.

«Abbiamo scelto di puntare l’attenzione sulla storia di Re Pepe – racconta De Luca – una fiaba nella quale il vero protagonista non è il re del titolo, ma una donna: una reginetta sicura del fatto suo e capatosta».

La reginetta, di fronte all’insistenza del padre perché si trovi un marito, decide di prendere farina e zucchero e di impastarselo con le sue mani. Solo così può essere certa che quello sposo sarà all’altezza delle sue aspettative. C’impiegherà addirittura sei mesi ad impastarlo. “Però non parla!”, commenta il re padre. Ma lei non si perde d’animo, gli mette un peperoncino rosso sulla bocca e a furia di insistere, lo fa parlare.

Una storia che ha messo radici in mezzo agli uliveti e agli aranceti della nostra terra a cui Dario De Luca dà corpo e voce. A curarne i suoni invece è Gianfranco De Franco che, insieme a De Luca, accompagnerà lo spettatore in un viaggio nella Calabria senza tempo.

«Le fiabe sono il nostro patrimonio comune – afferma De Luca – sono la memoria storica dei nostri sentimenti più genuini e primari. Abbiamo voluto cercare le fiabe della nostra Calabria, per provare a leggere meglio la nostra terra partendo dai racconti popolari; per interrogarci su noi stessi e capirci un po’ di più; per poterci raccontare al viaggiatore di domani senza essere oleografici e indulgenti con noi stessi».

Una pièce, tratta dalla riscrittura di Marcello D’Alessandro, che ipnotizzerà lo spettatore accompagnandolo in una dimensione tra l’onirico e il reale.

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