FUTURO NAZIONALE, CINQUE REFERENTI TERRITORIALI E UN COFONDATORE DEL COSENTINO ANNUNCIANO LA FUORIUSCITA DEFINITIVA: «NON CI RICONOSCIAMO PIÙ NELLA LINEA POLITICA E NELLA GESTIONE DEL MOVIMENTO»
FUTURO NAZIONALE, CINQUE REFERENTI TERRITORIALI E UN COFONDATORE DEL COSENTINO ANNUNCIANO LA FUORIUSCITA DEFINITIVA: «NON CI RICONOSCIAMO PIÙ NELLA LINEA POLITICA E NELLA GESTIONE DEL MOVIMENTO»
Castrovillari, 1° novembre 2026 – Dopo aver formalizzato nei giorni scorsi la propria autosospensione, i referenti dei Comitati territoriali di Futuro Nazionale della provincia di Cosenza, Eugenio Salerno (Castrovillari), Simona Russo (Cosenza), Francesca Rosito (Morano Calabro), Gianfranco Groccia (Spezzano Albanese) e Vincenzo Borrelli (Altomonte), insieme a Gaetano Falabella, cofondatore del Comitato di Francavilla Marittima, annunciano la definitiva fuoriuscita dal movimento.
Una decisione collettiva e ponderata, maturata dopo un’attenta riflessione politica e il progressivo venir meno delle ragioni che avevano alimentato l’adesione iniziale. Alla base della scelta non vi sono questioni personali, ma divergenze sul metodo, sulla gestione organizzativa e sull’indirizzo politico del movimento.
«Avevamo creduto in un progetto nuovo, capace di rinnovare la politica, valorizzare il merito e restituire centralità ai territori. Ci siamo invece ritrovati di fronte a dinamiche che ricordano fin troppo da vicino quelle della vecchia politica: decisioni calate dall’alto, scarsa partecipazione e un crescente distacco da chi lavora concretamente nelle comunità locali».
A queste criticità si aggiunge una progressiva distanza da alcune linee politiche e programmatiche del movimento, giudicate spesso troppo estreme e lontane da una visione del centrodestra moderno, equilibrato e capace di coniugare identità, responsabilità istituzionale e attenzione ai problemi reali del territorio.
In provincia di Cosenza, tra le prime realtà calabresi a promuovere la nascita e il radicamento di Futuro Nazionale, attraverso la costituzione dei Comitati, l’organizzazione delle prime iniziative pubbliche e l’impegno costante di militanti e referenti, è mancato, a nostro giudizio, un autentico percorso di partecipazione e condivisione delle scelte politiche.
Il dissenso riguarda inoltre la distanza tra i principi di trasparenza e meritocrazia proclamati pubblicamente e la loro concreta applicazione nelle scelte interne. Chi chiede rinnovamento deve essere il primo a dimostrarlo, attraverso decisioni trasparenti, criteri chiari e rispetto delle competenze.
Un’ulteriore ragione di profonda delusione riguarda la gestione regionale del movimento e, in particolare, le scelte organizzative riconducibili all’onorevole Domenico Furgiuele. Suscitano forti perplessità le segnalazioni relative al conferimento di un incarico di responsabilità a Catanzaro a una sua presunta nipote, originaria di Lamezia Terme, e all’attribuzione di un imminente importante ruolo a Massimo Cristiano, indicato come suo cognato. Sono circostanze sulle quali riteniamo necessario fare chiarezza, sia rispetto all’effettiva sussistenza dei rapporti familiari sia riguardo ai criteri adottati per l’individuazione degli incarichi.
Tali interrogativi assumono particolare rilievo alla luce delle dure critiche rivolte dal generale Roberto Vannacci al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e all’onorevole Francesco Cannizzaro, duramente attaccati in occasione delle elezioni suppletive di Reggio Calabria proprio sul tema del presunto familismo politico.
«Non si può contestare agli avversari politici il ricorso a logiche familiari e poi evitare di rispondere alle stesse domande quando riguardano il proprio movimento. La meritocrazia deve valere per tutti, a cominciare da chi la proclama».
Riteniamo doveroso riconoscere al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto l’impegno e la responsabilità con cui esercita il proprio ruolo istituzionale, valorizzando il confronto sui programmi, sulle scelte amministrative e sui risultati concreti ottenuti. È proprio su questi aspetti che dovrebbe misurarsi il dibattito politico, nel rispetto delle persone e delle istituzioni, anziché attraverso attacchi personali e accuse che rischiano di apparire contraddittorie rispetto alle scelte compiute all’interno del proprio movimento.
La nostra non è una scelta dettata da ambizioni personali o da incarichi mancati, ma una decisione di coerenza con i principi in cui abbiamo creduto. La fuoriuscita da Futuro Nazionale non rappresenta un abbandono dell’impegno politico, ma la presa d’atto che sono venute meno le condizioni per proseguire un percorso comune.
«Continueremo a credere in un centrodestra serio, concreto e capace di confrontarsi senza estremismi né personalismi. Perché il vero cambiamento non consiste nel cambiare nome, simbolo o protagonisti, ma nel cambiare il modo di fare politica. E la coerenza, per noi, viene prima dell’appartenenza».
F.to – I Referenti dei Comitati territoriali di Futuro Nazionale della Provincia di Cosenza
Eugenio Salerno – Referente Comitato di Castrovillari n. 220
Simona Russo – Referente Comitato di Cosenza n. 1150
Francesca Rosito – Referente Comitato di Morano Calabro n. 2004
Gianfranco Groccia – Referente Comitato di Spezzano Albanese n. 2263
Vincenzo Borrelli – Referente Comitato di Altomonte n. 1459
Gaetano Falabella – Cofondatore Comitato di Francavilla Marittima n. 1