19 Settembre 2021

GRANDE ATTESA PER LA TAPPA DEL PJF ALLA “CATASTA”, I FIGLI DEL LEGGENDARIO JACO PASTORIUS DI SCENA A CAMPOTENESE. IL CONCERTO “THROUGH JACO” IN PROGRAMMA OGGI ALLE 20 E A INGRESSO LIBERO

Partito in grandissimo stile lo scorso 20 luglio nel segno del miglior jazz internazionale con il concerto del super trio Patitucci/Potter/Blade e proseguito con una intensa settimana silana – nel corso della quale sui vari palchi “ricavati” in contesti paesaggistici di incomparabile bellezza si sono alternati con le loro applauditissime esibizioni artisti di fama mondiale (Paul Wertico), stelle del jazz italiano (Sebastiano Ragusa) e alcuni dei migliori talenti calabresi (da Sasà Calabrese a Salvatore Cauteruccio, passando per gli Absolute Three) – prima di invadere musicalmente la costa ionica cosentina, il Peperoncino Jazz Festival 2021 si appresta a vivere uno dei concerti di punta di questa XX edizione, in programma stasera (martedì 3 agosto) alle ore 20 a Morano Calabro, nei meravigliosi Piani di Campotenese.

In occasione della sua inaugurazione, con tanto di taglio del nastro e discorsi istituzionali, infatti, la c.d. “Catasta” (polifunzionale progettato dal famoso architetto Mario Cucinella immerso nello splendido scenario naturalistico dei Piani di Campotenese), destinata a diventare uno dei luoghi simbolo del Parco Nazionale del Pollino (area protetta più vasta d’Italia, dal 2015 inserita, per la sua bellezza e per la sua biodiversità, nella rete mondiale degli UNESCO Global Geoparks), grazie al forte volere del Presidente dell’Ente Parco Mimmo Pappaterra ospiterà il tributo all’indimenticabile bassista americano Jaco Pastorius a firma dei due figli Felix (anch’egli talentuoso bassista) e Julius (portentoso batterista) e del sassofonista José Luis Santacruz.

Fino al 1970 il basso era visto principalmente come uno strumento di contorno e molti bassisti jazz suonavano bassi acustici o contrabbassi; fu proprio Jaco Pastorius, vero e proprio virtuoso dello strumento e grande sperimentatore, che portò il basso jazz, per così dire, a un “altro livello”.

Oltre ad utilizzare l’innovativa tecnica degli “armonici artificiali” (che spesso e volentieri, come nell’introduzione della hit dei Weather Report “Birdland”, rendeva le sue linee di basso molto simili a linee di chitarra elettrica), la leggenda gli attribuisce l’invenzione del basso elettrico “fretless”, ossia senza tasti, caratterizzato da una sfumatura vocale che ne rendeva melodico il sound, che Jaco, personaggio carismatico e poliedrico, suonava in modo veloce e forte, quasi da solista, cantando, facendo acrobazie e stando spesso scalzo e a petto nudo.

Jaco, che prima di morire prematuramente a soli 35 anni a causa delle lesioni subite durante una rissa e che ha anche il merito di aver incorporato i ritmi afro-cubani nel suo repertorio, combinandoli con sensibilità R&B e Funk, nel corso della sua breve ma prestigiosissima carriera ha collaborato con una gamma estremamente variegata di musicisti – dai grandi del jazz come Pat Metheny, Herbie Hancock e Wayne Shorter agli artisti del mondo mainstream come Joni Mitchell e Ian Hunter della band classic rock Mott the Hoople (persino Robert Trujillo, bassista dei Metallica, inserisce Jaco tra i suoi idoli).

Così, per onorare la memoria di questo immenso artista, dopo anni di sperimentazione musicale e di collaborazioni importanti (tra cui quelle con Bobby Thomas dei Weather Report, gli Yellowjackets, Cindy Blackman ecc.) spaziando tra il Jazz, il Funk e l’R&B, i suoi figli hanno incontrato Santacruz (ideatore, già nel 2015, del progetto “Through Jaco”) e con lui hanno deciso di intraprendere un vero e proprio viaggio nella musica del loro leggendario padre, definito dalla stampa e dalla critica specializzata come “il miglior bassista al mondo”.

Nel corso della serata, che gode del prestigioso patrocinio istituzionale del Consolato Generale degli USA, che sarà ad ingresso libero (fino ad esaurimento dei posti disponibili) e che si svolgerà in assoluta sicurezza, con garanzia di distanziamento, uso obbligatorio dei dispositivi di protezione personale e nel rispetto di tutte le norme di contenimento del Covid 19 (motivo per cui è altamente consigliabile la prenotazione), i tre musicisti, che hanno una tale conoscenza dei brani di Jaco che ne potranno persino suonarne le diverse parti strutturali cambiandone l’ordine, generando così una costante sorpresa, spazieranno musicalmente tra interpretazione ed improvvisazione, assicurando, con la loro virtuosità, di godere di un concerto di altissimo livello, caratterizzato da una perfetta alchimia tra Funk, Fusion e Latin Jazz.

Dopo questa tappa nel cuore del Pollino, che valorizza l’adesione del PJF al circuito nazionale del “Jazz Takes The Green”, cioè alla lista dei festival 17 festival italiani “ecosostenibili”, il XX PJF, realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, del Parco Nazionale del Pollino e Parco Nazionale della Sila, di una ventina di amministrazioni comunali (presentato a valere sull’avviso pubblico relativo ai Grandi Eventi Internazionali della Regione Calabria), con i prestigiosi patrocini istituzionali di UNESCO, Consolato Generale degli Stati Uniti d’America e Reale Ambasciata di Norvegia (oltre a quello di associazioni quali FAI, Confindustria Cosenza, Agis e Anec Calabria, Puglia Sounds, Touring Club Italiano, F.I.S. Calabria e Slow Food Riviera dei Cedri) e con il sostegno di importanti Sponsor privati (tra cui Gas Pollino, Pollino Gestione Impianti, Nuovo Imaie, Gelateria Capani e Ottica Di Lernia) e di prestigiosi Media Partner (su tutti, Il Quotidiano del Sud e Viaggiart), andrà avanti fino al 5 settembre prossimo, coinvolgendo nel suo itinerario ben 20 località calabresi e senza dubbio anche quest’anno, tappa dopo tappa, si confermerà come uno dei più importanti eventi culturali e turistici dell’estate calabrese, nonché come uno dei festival jazz più caratteristici d’Italia.

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