10 Aprile 2021

CARMINE ZACCARO: RIASSETTO DEL QUADRO POLITICO GENERALE

Il governo Draghi, concede una sorta di pausa ai partiti, perché li esenta dal “grosso” dell’azione di governo, che il presidente del consiglio ha inteso avocare a sé ed ai “suoi” ministri tecnici, non a caso posti alla guida di ministeri “chiave”. I partiti, dunque, in particolare quelli che hanno sostenuto il precedente governo Conte II, potrebbero approfittare di questa fase di “commissariamento” del governo, per ricostituirsi e ritrovare le ragioni della loro stessa esistenza in vita. In particolare il pd, con il nuovo corso avviato a seguito dell’insediamento a capo della segreteria di Enrico Letta, dovrebbe sentire forte il bisogno di “ripensarsi”, di uscire da uno stato di identità incerta e di una “visione” ancora non pervenuta. Dovrebbe farlo, soprattutto perché la fase post-pandemica ,che si spera possa aprirsi il più presto possibile, richiede la costruzione di un nuovo scenario politico, in cui nel campo democratico e progressista assuma ruolo e forza un soggetto politico in grado di calare nella nuova storia ,quella del secolo XXI, le idealità ed i valori della tradizione socialdemocratica Europea ed Italiana, insieme al metodo ed alla cultura amministrativa e di governo riformista, che a quella tradizione sono riconducibili. Perché i prossimi anni, quelli in cui si potrà disporre delle cospicue risorse finanziarie europee, per il finanziamento del piano nazionale di ripresa e resilienza, saranno decisivi per costruire il futuro del Paese, legandolo, finalmente, al pieno decollo economico e sociale del mezzogiorno. Le Regioni sono chiamate a fare la loro parte, insieme all’intero sistema degli enti locali. In questa fase delicata e cruciale per l’avvenire delle proprie popolazioni, la nostra Regione, purtroppo, naviga a vista. Dopo la prematura dipartita della compianta presidente Santelli, la guida della regione è priva della necessaria legittimità politico-democratica che solo il voto degli elettori può conferire. Tale profilo di debolezza istituzionale, determina un impatto assai negativo della Calabria ai tavoli della conferenza stato-regioni e nello stesso confronto col governo centrale. A queste difficoltà, peraltro, vanno aggiunte anche le vistose carenze dell’apparato burocratico regionale, dal quale, recentemente, sono uscite proposte, in ordine all’utilizzo delle risorse europee del recovery plan, che non contemplano l’alta velocità ferroviaria, SA-RC. A giudizio dei dirigenti regionali, non servirebbe per incrementare la resilienza dei nostri territori. Al contrario di quello che sostengono gli esperti di sei università, calabresi e siciliane, i quali dichiarano che l’alta velocità si impone come infrastruttura necessaria per il trasporto di persone e merci in una regione come la Calabria, che comprensibilmente aspira a colmare gli atavici divari e ritardi socio-economici con il resto dell’Italia e dell’Europa. I calabresi, a breve avranno la possibilità di scegliere i nuovi organi istituzionali regionali. L’auspicio è che tale scelta sia dettata esclusivamente dalla piena consapevolezza della qualità del programma e della credibilità e competenza dei candidati di quelle forze politiche a cui i calabresi intendano affidare il governo della nostra Regione.

Castrovillari 30/03/2021

CARMINE ZACCARO
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE “G. SALVEMINI”

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