23 Novembre 2020

Di Tommaso Tetro: Dormiva , la Calabria, e non lo sapeva

di Tommaso Tetro
Dormiva, la Calabria. E non lo sapeva. Oggi sembra essersi risvegliata. I sindaci dei Comuni del territorio hanno fatto tanto rumore in piazza Montecitorio; così tanto da risvegliare la Regione dalla sorte, ormai scritta da un commissariamento ultradecennale, che la attende sulla sanità. E in tempo di Covid-19 non si può più rimandare: l’emergenza morde e la crisi economica non lascia scampo.

I sindaci del nostro territorio – dopo la manifestazione di fronte alla Camera – sono stati ricevuti per quasi due ore dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro alla Salute Roberto Speranza. La delegazione salita a Palazzo Chigi ha chiesto sostanzialmente la fine del commissariamento della sanità regionale. A parlare con il governo c’erano i primi cittadini dei capoluoghi: Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia. Sul tavolo hanno scodellato qualcosa di più di semplici proposte, a cominciare dall’abbattimento del debito storico del settore maturato durante le varie stagioni commissariali, il potenziamento del personale della rete sanitaria e l’immediata adozione di un Piano per contrastare il coronavirus, e naturalmente su tutto posti letto di terapia intensiva e subintensiva.

Dal premier hanno ottenuto rassicurazioni e garanzie. In particolare sulla durata del commissariamento (che comunque ci dovrà essere) da spezzarsi, passando da 24 a 12 mesi grazie a una
modifica del decreto Calabria. Ma dai sindaci è arrivata una condizione: se commissario dovrà essere, che almeno abbia un filo diretto con il territorio; la formula immaginata dovrebbe essere quella di una consulta degli amministratori locali da consultare con una maggiore frequenza.

Il nome del prossimo commissario – dopo la debacle messa in fila nei giorni scorsi da Saverio Cotticelli, Giuseppe Zuccatelli, e ultima la rinuncia di Eugenio Gaudio – arriverà presto. Secondo quanto riferito il premier avrebbe detto che “ci vorrà il tempo necessario”. E che si stanno valutando i profili. Ma che un’indicazione potrebbe anche arrivare nelle prossime “ore”. Forse già domani, quando è stato comunque convocato un consiglio dei ministri. “Il governo – ha messo in chiaro Conte – continuerà a seguire con la massima attenzione l’emergenza sanitaria in Calabria; e cercheremo di lavorare tutti insieme, dialogando anche con voi sindaci affinché si superi la fase emergenziale. Avvertiamo forte la responsabilità di individuare un profilo adatto per il commissario alla sanità calabrese”.

Ora però il governo si trova di fronte anche un elemento in più da tenere in considerazione: il risveglio dei calabresi. Sarà per questo che la soluzione da adottare potrebbe essere una mediazione tra le diverse ipotesi allo studio. Tanto che a Conte “non sfugge come una gestione commissariale, che deve essere straordinaria, se si trascina da dieci anni rischia di diventare ordinaria”. Allora, avverte tutti: “Dobbiamo lavorare per dare alla gestione commissariale una prospettiva temporale ben delimitata”.

E una rosa di nomi sarebbe già apparecchiata sul tavolo di Palazzo Chigi. Tra questi – ammesso che lo scetticismo di Gino Strada continui e che, nonostante l’accordo tra Emergency e Protezione civile, sia ancora non disponibile – il primo della lista sarebbe quello dell’ex colonello della Guardia di Finanza Federico Maurizio D’Andrea, cosentino che vive a Milano che ha anche un’esperienza da manager (prima a Sogei e poi a Olivetti). Ma anche quelli di Narciso Mostarda, medico e dirigente dell’Asl Roma 6, di Francesco Paolo Tronca di origini familiari calabresi (ex prefetto di Milano), di Pellegrino Mancini, numero uno del Centro regionale trapianti dell’ospedale Bianchi-Melacrino-Morelli’ di Reggio Calabria (che però ha il problema di essere stato avanzato da Matteo Salvini). Infine nella girandola di nomi è finito anche quello del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Che certo, non è un manager; una qualità che lui stesso ha invece definito come necessaria per rimettere in sesto la sanità calabrese.

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