20 Ottobre 2020

Interrogazione pubblicata ieri 8 aprile 2020

Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01473
Atto n. 3-01473 (con carattere d’urgenza)

Pubblicato il 8 aprile 2020, nella seduta n. 205

CALIGIURI – Al Ministro della salute. –

Premesso che:

l’emergenza COVID-19 ha messo a dura prova il Servizio sanitario nazionale, facendo registrare ad oggi oltre 125.000 contagi e circa 15.000 decessi;

la nuova circolare del Ministero della salute del 3 aprile 2020 ha dato via libera ai test molecolari veloci, ovvero i tamponi rapidi, basati sulla rilevazione dei geni virali nelle secrezioni respiratorie permettendo di ottenere risultati in tempi brevi, indicando nello stesso tempo anche i criteri di priorità per l’esecuzione, a partire da pazienti ospedalizzati, operatori sanitari esposti a maggior rischio, soggetti fragili e soggetti con infezione respiratoria ricoverati nelle RSA;

tra le categorie prioritarie, è scritto nella circolare del Ministero della salute, a cui effettuare i test tampone rapidi prioritariamente, figurano gli operatori sanitari esposti a maggior rischio (compreso il personale dei servizi di soccorso ed emergenza, il personale ausiliario e i tecnici verificatori), per tutelarli e ridurre il rischio di trasmissione in ospedale. Inclusi anche gli operatori dei servizi pubblici essenziali sintomatici, anche affetti da lieve sintomatologia per decidere l’eventuale sospensione dal lavoro; operatori, anche asintomatici, delle RSA e altre strutture residenziali per anziani;

negli ultimi giorni si è accentuato il dibattito sulla presenza in commercio e sulla validità di test rapidi sierologici per la rilevazione degli anticorpi al Sars-Cov-2, prodotti anche da affermate aziende farmaceutiche italiane e presenti sin dall’inizio dell’insorgenza del COVID-19, che consentono una diagnosi immediata (in circa 15 minuti), utile nelle strutture di prima accoglienza e nelle terapie intensive, così come in contesti come il pronto soccorso e le tende triage, ma anche dove si registra un grande afflusso di persone, come aeroporti, stazioni ferroviarie e porti;

inaccettabile assistere ad azioni eterogenee nel contesto nazionale in un sistema sanitario unico, seppur regionalizzato, ed in una fase di emergenza nazionale, così come ad iniziative autonome in alcune Regioni o addirittura in singoli comuni per tutelare, giustamente, la salute dei propri cittadini;

a breve partirà la cosiddetta “fase II”, con l’allentamento delle misure del distanziamento sociale, e i test rapidi sierologici potranno servire per una corretta valutazione epidemiologica sui soggetti che hanno sviluppato gli anticorpi, per tornare prima al lavoro quando ci sarà la riapertura del Paese e per decidere la ripresa delle attività produttive;

test rapidi sierologici sono molto importanti nella diagnosi “indiretta”, nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale e per effettuare lo screening di massa a tutta la popolazione ed avere il polso reale della diffusione del COVID-19 e capire quanti siano realmente i contagi in Italia, certamente molto più numerosi di quelli censiti;

pur consapevole che l’approccio diagnostico al momento e tecnicamente più attendibile e disponibile rimane quello “diretto” basato sul rilevamento del virus in secrezioni respiratorie,

si chiede di sapere quanto tempo occorrerà per la validazione dei test rapidi sierologici da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, al fine di rendere univoco l’approccio, seppur indiretto, della nuova tecnica diagnostica e rassicurare milioni di italiani attraverso lo screening di massa su tutta la popolazione.


D.ssa Rita E. Ragusa
Responsabile Ufficio Legislativo
Gruppo FI-BP – UDC
Senato della Repubblica
tel. 06 – 67062527
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