28 Novembre 2021

IL SUD SIA IL CUORE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA

Paolo Pappaterra: dal mezzogiorno una nuova stagione di riasorgimento per l’Italia e l’Europa. Gli amministratori locali siano catalizzatori di proposte e sviluppatori delle risorse per il bene delle comunità.  

Il PNRR è più di un bazooka. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta l’ultimo porto dove la nave carica di speranza, sogni, idee e sviluppo degli italiani, può attraccare.

L’Italia si pone al centro dell’Europa per far ripartire la locomotiva europea – dopo una Pandemia che ha spezzato il fiato e l’animo di tantissimi cittadini europei –  in quanto questa volta è l’Italia a dover trainare e far emergere la forza politica, economica e democratica del continente più bello e liberale al mondo. Ma senza retorica e con estrema franchezza bisogna dire ai cittadini che la nostra Nazione può esprimere tutta la sua potenza di fuoco solo ed esclusivamente se è il Mezzogiorno d’Italia a capitanare questa nave. Senza ma e senza se, il Sud deve essere il cuore pulsante di questa “ripresa” ed aprire una nuova stagione di “risorgimento”.

Il Piano mandato a Bruxelles dal Governo Draghi, che ad onor del vero sta compiendo un lavoro importante in termini di tempistiche e realizzazione di piani ed interventi atti alla crescita del popolo italiano, rappresenta un investimento del 70% dell’intere risorse previste dal Recovery alle Comunità del Sud. Questa cifra era stata già ampiamente discussa ed anche respinta da molti sindaci ed amministratori locali, in quanto, la quota destinata doveva sfiorare almeno l’80% per recuperare materialmente un gap economico-finanziario rispetto alle Regioni del Nord. Ma nonostante questo, oggi attraverso testate giornalistiche di valore, apprendiamo che uno studio del Professore di Economia Applicata dell’Università di Bari Gianfranco Viesti che ha analizzato in maniera approfondita il PNRR mandato a Bruxelles, mostra come le risorse a disposizione del Sud verrebbero rappresentate da 22 miliardi anziché gli 82 previsti inizialmente. Per intenderci meglio, circa il 10% delle risorse totali previste dal Piano Nazionale. Se fosse così, si tratterebbe di un’ingiustizia sociale senza precedenti. Non è da me lanciare gridi di allarme ma questa vicenda merita sicuramente un approfondimento serio. Il mondo accademico è solito studiare in maniera analitica l’impatto di progetti macroeconomici che impattano sulla vita dei cittadini e delle imprese. Dunque, non ho dubbio alcuno che qualcosa andrà rivista.

In questa direzione sento di dover fare una duplice riflessione. La prima riguarda le giustificazioni che si stanno trovando a questo ipotetico gioco al ribasso delle risorse. L’incapacità politica e di governo a vari livelli, nel Mezzogiorno d’Italia, non è e non può essere il lascia passare a scelte politiche così profonde. In prima battuta nel Mezzogiorno d’Italia molti Comuni hanno rivoluzionato le classi dirigenti che oggi perseguono interessi elevati e di visione più larghe e stanno dimostrando grande capacità di approvvigionamento di risorse esterne e di spesa. Il secondo motivo è che ne va della crescita e del riposizionamento dell’intero Paese nel Mediterraneo e più in generale nell’intero continente. L’emigrazione dal sud non si ferma con le mani, si ferma con investimenti mirati allo sviluppo delle imprese di altissima qualità e specializzazione del capitale umano. 

La seconda riflessione riguarda il ruolo degli Amministratori Locali. Nei prossimi mesi ed anni saremo chiamati ad una sfida altissima e la vicenda del PNRR non può essere soltanto subita. Dobbiamo essere in grado di proporci e proporre. Saremo noi il catalizzatore di queste risorse. Dobbiamo essere noi a dettare le linee guida di visioni future delle nostre Comunità per il 2030. A questo proposito, colgo l’occasione per ricordare che il 14 luglio c.a. a Lamezia Terme si terrà l’Assemblea dell’Anci Calabria per eleggere il nuovo Presidente. Al momento l’unico candidato sembra essere il Sindaco di Marcellinara, Vittorio Scerbo, a cui va il mio sincero augurio e a cui rivolgo il mio appello a mettere come punto nevralgico e centrale delle prossime elezioni e prosieguo di Presidenza la gestione e la battaglia che come Calabria, in raccordo con gli altri Amministratori del Sud, dovremo portare avanti su queste importantissime risorse che rappresentano l’ultimo baluardo di speranza per la Calabria e per le nostre Comunità.

Dobbiamo dimostrare, almeno questa volta, di essere in grado di vincere la sfida.

Ne siamo capaci e appassionati. Amiamo le nostre Città e i nostri Borghi più di ogni altra cosa al mondo ed allora difendiamole, rivoluzioniamole.

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