23 Luglio 2024

MOVIMENTO POLITICO CULTURALE POLLINO-SIBARITIDE “FORZA CASTROVILLARI”

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Le criticità nelle u.o. dell’ospedale Spoke di Castrovillari per la carenza del personale medico, infermieristico e oo.ss non sono più accettabili e l’emergenza Covid non può trascurare i malati oncologici
E’ il caso dell’uos di oncologia fino a qualche mese fa ubicato in locali angusti con perdite di acqua dal soffitto, temporaneamente spostato nell’ex reparto di ortopedia con criticità di non poco conto per l’assoluta mancanza di una adeguata strumentazione come l’ecografo utilizzato nelle paracentesi o toracentesi, di un apparecchio per l’esame emocromocitometrico veloce, di un apparecchio per l’emogasanalisi per disturbi elettrolitici. Tutto ciò espone il personale a perdita di tempo e ritmi inaccettabili per le notevoli difficoltà organizzative e disbrighi burocratici a fronte di tutto ciò, l’oncologia eroga quasi 3500 PAC (pacchetti assistenziali complessi) , una sorta di Day Hospital; durante i quali quasi tutti i pazienti ricevono trattamenti chemioterapici per una durata che va dai 90 giorni a diversi anni.
La situazione diventa ancora più grave se si tiene conto che il personale medico é costretto a contribuire con il proprio monte ore a turni divisionali in altre u.o. come l’u.o. di medicina che oltre a distogliere gli interessi oncologici, i sanitari hanno difficoltà a comprendere un linguaggio Geriatrico, Reumatologico o Endocrinologico quasi esclusivo del mondo della medicina interna, sottraendo tempo all’oncologia che, per alleviare la sofferenza dei pazienti oncologici, gli operatori sanitari si fermano oltre il dovuto e senza remunerazione. Per non parlare della mancanza di personale amministrativo sia in Ospedale che sul territorio rende impossibile un corretto collegamento fra la struttura oncologica e quel poco di esistente sul territorio.
Resistono i medici oncologi dell’u.o. che fanno del proprio lavoro una missione ed ancora qualcuno come il dott. Ivano Schito che si mette continuamente in gioco grazie anche al contributo di importanti istituti di cura Nazionali e di Università Italiane portando in Italia ed in Europa il nome dell’ospedale Ferrari di Castrovillari in importanti ambiti di ricerca e di studio come la Biopsia liquida, l’ipertermia Capacitiva e dell’Ossigeno Poliatomico.
La mancanza di una degenza dedicata ai pazienti oncologici vede i medici impegnati in richieste di interventi in altri reparti o PS esponendo a rischi notevoli i pazienti per ulteriori attese ed importanti carichi emotivi da parte dei pazienti oncologici e dell’intera famiglia coinvolta.
Se si aggiunge che sul territorio, per i pazienti oncologici non esiste una serie ed efficiente rete di assistenza domiciliare per la terapia del dolore si può comprendere le difficoltà in cui vanno incontro gli stessi pazienti .
La nota dolente è scritta nel DCA 100 del Commissario regionale alla Sanità della Regione Calabria che ha abolito ogni possibilità che un paziente della zona del Pollino, della Valle dell’Esaro e dell’Alto Ionio possa sottoporsi ad un intervento chirurgico per cancro della Mammella a Castrovillari così come i tumori dell’intestino, stomaco compreso, che non potranno essere più operati a Castrovillari forse solo a Cosenza.
Il tutto è motivato soprattutto dai numeri delle prestazioni dei casi trattati che devono essere sufficientemente alti ma non devono essere riferiti alla struttura , bensì alle equipes.
Ma, la strana logica calabrese, non tiene conto delle Equipes itineranti ed integrate nei vari ospedali, come succede, ormai da anni, nella più fortunata e “intelligente” terra lombarda che vedono impegnati, ormai da tempo, eccellenti medici calabresi.
Il percorso del paziente con il Cancro deve essere meno difficoltoso e meno pesante consentendo loro di vivere a fianco i propri cari alleggerendolo del pesante fardello psicologico contribuendo così a quel mondo della GREEN Oncology.

Castrovillari 07 . 09. 20020

Il Presidente
Roberto Senise

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