15 Agosto 2026

LE PRIORITÀ DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE: REVOCHE SENZA MOTIVAZIONE, MUNICIPALIZZATE NELL’INCERTEZZA E PROMESSE DA PAGARE. LA SINDACA DE GAIO RISPONDA SUBITO ALLA CITTÀ

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LE PRIORITÀ DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE: REVOCHE SENZA MOTIVAZIONE, MUNICIPALIZZATE NELL’INCERTEZZA E PROMESSE DA PAGARE. LA SINDACA DE GAIO RISPONDA SUBITO ALLA CITTÀ

La Sindaca De Gaio, mentre tutto intorno brucia e molte famiglie sono senza acqua, ha comunicato al Presidente della Pollino Gestione Impianti S.r.l. ed al Presidente della Gas Pollino s.r.l. la loro revoca dall’incarico, senza indicare un solo fatto concreto, una contestazione, un’incompatibilità, un inadempimento o un grave motivo. Nel contempo ha pubblicato l’avviso per dare l’incarico ai nuovi presidenti che possono presentare domanda entro l’11 agosto.
Una revoca priva di qualunque motivazione che espone l’amministrazione a contenziosi ed a dover pagare danni ai presidenti revocati. Una formula generica non può sostituire la motivazione di un atto che incide sulla governance di una società partecipata.
Le linee di indirizzo comunali (approvate dall’amministrazione De Gaio nel Consiglio Comunale del 29/06/2026) prevedono espressamente che la revoca possa avvenire per gravi motivi, incompatibilità sopravvenuta, assenteismo, impossibilità di esercitare l’incarico o perdita dei requisiti. Nella comunicazione inviata ai Presidenti non viene richiamata nessuna di queste circostanze.
È ancora più grave se si considera che i Presidenti erano stati individuati attraverso un avviso pubblico, con candidature, curricula, dichiarazioni e verifica dei requisiti. Non incarichi assegnati arbitrariamente, ma una designazione preceduta da una procedura trasparente.
Oggi viene pubblicato un nuovo avviso. Significa aprire una fase di incertezza proprio mentre le municipalizzate devono garantire continuità, atti urgenti, pagamenti, servizi. La politica delle revoche non può trasformarsi in un rischio per i lavoratori, per la funzionalità delle società e per i cittadini.
La Sindaca chiarisca subito quale norma prevede questa revoca in contrasto con le linee guida approvate dal nuovo consiglio comunale; quale causa concreta di revoca sarebbe stata accertata; come sarà garantita la piena operatività della società durante la procedura di nuova designazione; chi risponderà del costo di un eventuale contenzioso e di possibili esborsi a carico del Comune.
Perché, se l’atto risulterà illegittimo, pagherà la Sindaca ma pagheranno anche i cittadini di Castrovillari.
Le società partecipate non sono proprietà di chi vince le elezioni. Sono patrimonio pubblico e devono essere amministrate nel rispetto delle regole, della continuità dei servizi e del denaro dei cittadini e non come sistemazione di qualche lista elettorale rimasta senza assessorato.
A questa gestione sconcertante delle partecipate si aggiunge poi un quadro ancora più preoccupante sull’uso delle risorse pubbliche. Mentre con una mano si cancellano gli atti di selezione pubblica per liberare poltrone, con l’altra si osserva l’avvio della stagione dei “ringraziamenti” post-elettorali, attraverso i primi affidamenti diretti destinati guarda caso a soggetti che figuravano “incredibilmente” tra i candidati a sostegno della Sindaca De Gaio (vedi determina di affidamento diretto incarico tecnico).
Il disegno politico appare ormai nitido: demolire la meritocrazia e utilizzare l’ente pubblico e i soldi dei contribuenti per saldare i debiti politici della campagna elettorale. Chiediamo che la Sindaca venga immediatamente in Consiglio Comunale a spiegare su quali norme fonda le sue decisioni e come intende tutelare il Comune dai rischi di contenzioso che lei stessa ha creato. Hanno iniziato da un mese, ma l’impronta di questa amministrazione è già del tutto evidente. Se questo è il biglietto da visita, si capisce fin da ora quale tragica fine sia destinato a fare il nostro povero paese.
Buona fortuna, Castrovillari, ne avremo davvero bisogno.

I capigruppo di minoranza del Partito Democratico, Progressisti per Castrovillari e Democratici per CV
Vincenzo Covucci, Ernesto Bello e Rosa Saraceni

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