9 Febbraio 2026

Maria Terranova, Gennaio 2026. Un’esperienza personale che diventa denuncia pubblica e interrogativo politico.

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Gennaio 2026. Un’esperienza personale che diventa denuncia pubblica e interrogativo politico.
Accoglienza professionale, umanità, competenza. È così che si viene ricevuti al Pronto Soccorso
dell’ospedale di Castrovillari. Medici e personale paramedico dimostrano, ancora una volta,
dedizione e capacità anche in condizioni difficili. Ma dietro questa eccellenza umana si nasconde
una grave falla strutturale che non può più essere ignorata.
Una frattura scomposta al polso mi costringe a ricorrere alle cure d’urgenza. La diagnosi è chiara, la
situazione seria. Ed è proprio in quel momento che arriva la frase che pesa come un macigno:
“Signora, devo mandarla altrove. Non posso operarla qui.”
Parole pronunciate dal primario (U.O.C di Ortopedia e Traumatologia), Dott. Celestino, un medico
competente, un vero professionista, che nulla ha a che vedere con la carenza denunciata.
Il problema non è il personale. Il problema è il sistema.
L’ospedale di Castrovillari dispone formalmente di un reparto di ortopedia, ma nei fatti non è in
grado di garantire interventi chirurgici, ricoveri adeguati e cure complete per casi complessi.
Mancano risorse, mancano attrezzature, manca personale specializzato sufficiente. In altre parole,
manca un vero reparto di ortopedia.
Questa non è una semplice inefficienza: è un campanello d’allarme per tutta la comunità.
Costringere i cittadini a trasferimenti forzati, spesso urgenti, significa mettere a rischio la salute,
aumentare i tempi di intervento e aggravare il carico su altre strutture già sotto pressione. È una
situazione che, nel 2026, non può essere accettata.
La sanità pubblica è un diritto, non una concessione. E la mancanza di servizi essenziali in un
ospedale Spoke di riferimento rappresenta una grave responsabilità politica e istituzionale. Un
vuoto che pesa sulle spalle dei cittadini e che può trasformarsi, nei casi più gravi, in conseguenze
irreparabili.
Per questo l’appello è chiaro e pubblico.
Al Sindaco della città di Castrovillari.
A tutto il Consiglio Comunale di Castrovillari.
Ai futuri candidati in vista del rinnovo dell’amministrazione comunale.
Alle Istituzioni sanitarie, alle Associazioni, ai cittadini.
È tempo di prendere posizione.
Il reparto di ortopedia di Castrovillari va potenziato.
Va dotato di personale specializzato.
Va fornito di attrezzature adeguate.
Va reso operativo per interventi chirurgici e ricoveri.
Salvare la sanità locale significa salvare vite. La salute dei cittadini è in gioco e non può più
aspettare promesse o rinvii. Questa non è una battaglia personale, ma una richiesta di giustizia e
dignità per un intero territorio.
Il silenzio, oggi, sarebbe complicità.
Cordialmente.
Maria Terranova

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