A Castrovillari,lo spettacolo SULLE TRACCE DI GIAN BURRASCA cattura e suscita con grande successo di pubblico
Castrovillari. Lo spettacolo SULLE TRACCE DI GIAN BURRASCA cattura e suscita con grande successo di pubblico
Castrovillari. NELLO SPETTACOLO “ SULLE TRACCE DI GIAN
BURRASCA ” IL COMPITO DI COSTRUIRE
E’ stato un vero successo di pubblico- grazie a persone venute da ogni
parte del Territorio del Pollino e oltre- lo spettacolo teatrale “ Sulle tracce
di Gian Burrasca ”, realizzato da operatori, ragazzi e volontari del Centro
Diurno del Centro di Salute Mentale di Castrovillari dell’ASP di Cosenza ,
tenutosi sabato sera nel teatro Sybaris del Protoconvento francescano.
Un momento ricco di emozioni e messaggi per affermare, ancora una
volta, che “ la vita è una cosa meravigliosa ” e per questo degna di essere
presa sul serio e vissuta intensamente con Cuore aperto.
L’assunto è ribadito ogni anno dal Centro Diurno, artefice dell’evento, che
sintetizza il lavoro d’insieme del progetto terapeutico-riabilitativo.
Presente il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, dottoressa
Marianna Ardillo, da sempre attenta a tali dedizioni, fondamentali per la
crescita umana.
A testimoniare questa centralità del Teatro, importante ed educativa per il
bene comune, con percorsi culturali ad alto valore esistenziale che
divengono voce, azione, inclusione, spazio di libertà e cambiamento
sociale le istituzioni con la parlamentare Simona Loizzo e il Sindaco ed
Assessore del Comune di Castrovillari, rispettivamente Domenico Lo
Polito ed Ernesto Bello.
In un’epoca segnata da nuove fragilità e barriere invisibili la sfida
dell’inclusione si fa ancora più complessa, ma anche più urgente e
bisognosa di competenze che interagiscono e dialoghino sempre più a
tutela del bene persona.
Ecco, allora, la più forte peculiarità del gesto e progetto che utilizza il
teatro come strumento vivo di espressione e relazione per operare quello
sguardo che aiuta chi è più fragile.
È proprio qui che la rappresentazione scenica si trasforma in strumento
concreto di abbraccio, partecipazione ed inclusione diffusa.
L’esempio emblematico dimostra, così, quanto il Teatro sia efficace e come
tale esperienza genera una capacità che supera ogni aspettativa,
confermando il valore educativo e terapeutico dell’accompagnare la
persona per il suo sviluppo armonioso.
Lo si incontra nell’ascolto, nella comprensione, nell’empatia e nello
sguardo, uno verso l’altro, che viene giocato dagli “ interpreti per un
giorno ” e terapeuti, insieme. Una modalità per “afferrare”, in tutto e per
tutto, quell’impagabile contatto umano che passa per la condivisione del
reale il quale bisogna affrontare per comprendere e farsi sorprendere.
Da qui un grande plauso va al gruppo teatrale per la sua bravura, ironia e
impegno profusi.
Hanno saputo trasmettere – confida qualche spettatore – il valore di
rimettere la persona al centro della unicità e diversità, imprescindibili, di
essere all’unisono; questo il lavoro degli educatori e dei volontari. Uno
sguardo a quell’umano, dato spesso come assodato e lasciato andare senza
troppi ripensamenti.
La riduzione scenica, dunque, ha consegnato Tracce incontrovertibili: il
teatro non serve solo a commuovere, ma a cambiare; il teatro non promette
finali facili, ma apre spazi di possibilità, dove ogni persona può trovare la
forza di prendere parola, muovere il corpo, cercare soluzioni e fare
dell’espressività un cammino eccezionale che apre sorprendentemente
all’io.
Ed è proprio in questo spazio condiviso, tra palco e platea, che lo
spettacolo “Sulle tracce di Gian Burrasca” ha trovato la sua realizzazione
più autentica: come opportunità concreta di inclusione, relazione e libertà.
Orme più che mai preziose in questo Tempo consegnato, forse per
disattenzione o non curanza, al relativismo più esasperato e al
conformismo.