23 Luglio 2024

Castrovillari. Intitolata piazza Schwarz medico chirurgo, nato a Budapest, ma di origine ebraica ed internato a Ferramonti- di Tarsia svolse la sua professione per il bene della salute di tutti nel periodo bellico dove vigevano le leggi razziali

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Li 27/06/2021

“CASTROVILLARI/ INTITOLATA PIAZZA AL CHIRURGO SCHWARZ. QUESTA MATTINA SCOPERTA LA TARGA DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE- PRESENTE I FIGLI, CITTADINI E COLORO I QUALI HANNO PROMOSSO L’INIZIATIVA PER AFFERMARE L’ADOPERARSI PER IL BENE COMUNE NONOSTANTE LA SUA CONDIZIONE”

Un Uomo che ha servito il prossimo nonostante l’odio razziale e la prevaricazione di “uno” sull’ “Altro” volevano prevalere sul mondo e su tutto.
Ecco cosa è stato il medico chirurgo Ladislao Schwarz di origine ebraica che esercitò nella città di Castrovillari; per tale Traccia ed alta Testimonianza, che ha lasciato, la comunità con l’Amministrazione municipale gli hanno intitolato, questa mattina, una piazza nella zona di espansione – dove di solito si trattengono i giovani-, scoprendo una targa.
Presenti per l’occasione i figli ed i nipoti del professionista oltre, tra diversi intervenuti, il gruppo di cittadini che ha dato vita al percorso per rendere ragione a tale presenza.
Questa si caratterizzò, mettendosi a disposizione della salute di tutti, in seguito alla concessione di poter svolgere, nonostante il confinamento nel Campo d’internamento di Tarsia durante il periodo bellico- nel quale erano in vigore le leggi antisemita- la professione medica.
Tensione che occorre continuamente tenere desta tra i giovanissimi e non solo- è stato ricordato- per poter ridare centralità alla dignità delle persone.
Questo fare di Schwarz è stato ricordato e declinato in più modi dal Sindaco, Domenico Lo Polito, dallo storico Gianluigi Trombetti, dall’Ispettore Luigi Troccoli nonché dalle Figlie attraverso riferimenti legati alla vita del professionista ed alla sua esperienza di internato.
Essenzialmente l’opera del medico – chirurgo nel comprensorio, come nel capoluogo del Pollino, ha esplicitato cosa può suscitare la capacità del diritto di essere se stessi e di promuovere legami buoni: così si costruisce la pace e l’incontro tra diversi che la genera.
Cultura, spesso, clamorosamente negata dall’ipertrofia individualistica dei nostri tempi, ma di cui era pregno il chirurgo ungherese, nato a Budapest il 15 marzo del 1909 e deceduto a Cosenza il 29 ottobre del 1977, tanto da esserne espressione con il suo essere.
“Ed è proprio questo che oggi- ha detto a margine il primo cittadino- si è voluto celebrare con il semplice gesto, consapevoli che conoscere è il fattore fondamentale nell’esperienza di donne e uomini per crescere e sostenere le esigenze fondamentali di ogni persona. Sta lì l’inizio di ogni nuovo giorno per continuare il lavoro del cambiamento e la dimensione di ogni rapporto che lo onori.”

L’ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

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